Prime
notizie di una fortificazione castellare a Fumone
risalgono all’XI secolo e venne costruito
in posizione strategicamente importante tra Alatri,
Fermentino ed Anagni. Deve il nome ai segnali
di fumo che da questo castello, costruito su un’altura
conica a 800 metri di altezza, partivano ad avvisare
le principali cittadine di eventuali incursioni
di soldatesche nemiche o da invasioni saracene.
Per tutto il Medioevo il castello di Fumone costituì
un autentico centro di sorveglianza dello Stato
Pontificio verso il poco distante confine del
Regno di Napoli. Il primo nucleo venne quindi
fortificato nel Mille per conto della Chiesa,
preoccupata dei suoi fragili confini meridionali.
Questa prima fortificazione, di cui si hanno scarsi
riscontri, resse comunque egregiamente all’assedio
portato dall’imperatore Enrico IV nel 1186
e da Federico Barbarossa. Nel 1116 vi fu rinchiuso
il prefetto di Roma e poco dopo nel 1118 vi fu
confinato da papa Calisto II, l’antipapa
Maurizio Bordino. Nuovo assedio subì il
castello nel XIII secolo da parte delle truppe
di papa Gregorio IX che riuscirono a impossessarsi
pacificamente del castello dietro pagamento di
un riscatto. Nel 1294, pochi mesi dopo la sua
elezione a papa, vi venne imprigionato dal nuovo
papa, Bonifacio VIII Castani, papa Celestino V
che vi morì poco dopo ucciso secondo tradizione
dalla mano Roffredo castani, nipote del pontefice.
Nel 1504 venne saccheggiato dalle truppe mercenarie
di francesi Carlo I. Nel 1584 l’antico castello
venne acquistato dai Longhi, discendenti del cardinale
Guglielmo de Longhis e di papa Bonifacio VIII.
Il castello sorge nella parte centrale del piccolo
ma caratteristico paese. Dall’esterno le
antiche murature non sono più visibili
perché parzialmente circondate da case.
Si accede al castello da un ingresso ad arco che
per mezzo di una rampa conduce al piano nobile,
completamente trasformato tra il XVII ed il XVIII
in aristocratica dimora. Le sale conservano preziosi
arredi – da camini a mobili e dipinti –
ed una piccola raccolta artistica, frutto del
lascito al Comune di Fumone di Giuseppe Marchetti
Longhi, Senatore del Regno d’Italia, archeologo
ed esimio studioso. La parte superiore del castello
compresa tra gli antichi torrioni circolari, venne
anch’essa trasformata nel Settecento per
creare un gradevole giardino pensile da cui si
gode un eccezionale panorama a 360°. Un piccolo
cortiletto conserva tracce medievali ed una cappellina
che secondo tradizione fu la cella alla fina del
Duecento di papa Celestino V. La cappellina conserva,
oltre ad alcuni arredi liturgici originali, anche
una lapide in ricordo della visita al castello
di papa Paolo VI Montini, avvenuta nel 1966.