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Numerose sono le città morte nel Lazio, sparse in tutto il territorio regionale, dalla Tuscia alle pianure Pontine.
Diverse furono le motivazioni che causarono l’abbandono di queste città, spesso anche solo piccoli borghi. Fattori umani e militari quali demolizioni, distruzioni o incendi; fattori naturali quali terremoti, frane, alluvioni o pestilenze; fattori sociali quali naturale spopolamento.

Il borgo di Castro, capitale del ducato Farnesiano, creato da papa Paolo III arnese alla metà del XVI secolo e che comprendeva anche la città di Ronciglione, venne completamente demolito nel 1649 dalle truppe pontificie per volere di papa Innocenzo X Pamphilj. La distruzione di Castro pose termine alla cosiddetta Guerra di Castro.

Il borgo di San Lorenzo Vecchio, così denominato per distinguerlo dal nuovo borgo di San Lorenzo Nuovo a Nord del lago di Bolsena, venne invece abbandonato volutamente a causa di una grave pestilenza malarica avvenuta ai primi del Settecento.

La città di Galeria, antico feudo dei Colonna e degli Orsini posto a pochi chilometri a Nord di Roma e poco distante dal lago di Bracciano, venne completamente abbandonata a causa di malaria nel 1809.

La bella e prosperosa città di Ninfa, nelle pianure pontine, fu importante centro medievale controllato dalla famiglia Castani. Fu abbandonata a causa delle numerose epidemie malariche che l’aria malsana delle paludi portava. Conserva ancora l’impianto murario, numerose chiese, il castello Castani.

Monterano è uno tra i più suggestivi borghi abbandonati dell’intero Lazio. Si notano oggi palazzi, case, chiese e il bel palazzo Altieri, oggi ridotto a rudere. La città venne abbandonata dagli abitanti a causa della malaria. Le strutture architettoniche del borgo subirono negli anni un vero processo di spoliazione, dai mattoni alle soglie, dalle tegole ai pavimenti.

Stazzano in Sabina invece fu abbandonato a causa di un terribile incendio che devastò l’intero borgo nel giro di poche ore.

Civita di Bagnoregio, detta la città che muore, in realtà ospita ancora oggi dei nuclei familiari. La denominazione di città che muore deriva dallo spopolamento avvenuto nell’ultimo secolo, causato sia dal continuo smottamento della roccia tufacea sulla quale sorge che per la difficoltà e scomodità di accesso.

LE CITTA' MORTE DEL LAZIO
città morta
località attuale e provincia
provincia

Antuni Castel di Tora Rieti
Castro Ischia di Castro Viterbo
Camerata Vecchia Camerata Roma
Civita di Bagnoregio Bagnoregio Viterbo
Falerii Novi Fabrica di Roma Viterbo
Galeria
Roma Nord Roma
Monterano Canale Monterano Roma
Ninfa Cisterna di Latina Latina
Porciano Vecchio Ferentino Frosinone
Rocchettine Torri in Sabina Rieti
San Lorenzo Vecchio San Lorenzo Nuovo Viterbo
Stazzano Palombara Sabina Roma
     
Le città morte del Lazio

castelli del lazio©

oltre 100 tra castelli, rocche e fortezze per farti conoscere il Lazio 

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per saperne di più
titolo Le Città Perdute del Lazio
autore Emanuele Zampetti
edizioni Eremon Edizioni
anno 2005
pagg. 192
titolo Gli Ultimi Anno di Monterano
autore Antonino Turano
edizioni Editrice Tecnoprint
anno 1998
pagg. 104
titolo Stazzano in Sabina
autore Antonino Turano
edizioni Editrice Tecnoprint
anno 1999
pagg. 104
titolo Camerata Vecchia
autore Antonino Turano
edizioni Edizioni Graphisoft
anno 2003
pagg. 82