Il
castello di Ostia
Antica a controllo
del fiume Tevere,
a quel tempo largamente
navigabile dalla
foce fino a Roma,
vedrà nell'architetto
fiorentino Baccio
Pontelli il progettista
in grado di applicare
concretamente i
nuovi principi dell'architettura
militare difensiva,
anche integrando
precedenti strutture,
come appunto fece
in questo caso.
Negli
stessi anni nel
reatino veniva applicata,
forse tra le prime
volte nel Lazio,
un organico piano
architettonico sfociato
nella costruzione
del Castello Sforza
- Cesarini di Rocca
Sinibalda, più
una fortezza che
un castello. Probabilmente
progettato dall'architetto
senese Baldassare
Peruzzi, Rocca Sinibalda
costituì
un vero modello
di studio per l'applicazione
della geometria
applicata alla costruzione
militare difensiva,
basato sullo studio
dell'efficacia del
tiro delle artiglierie
difensive e sulla
resistenza delle
murature al tiro
nemico.
La
fortezza di Civitavecchia,
costruita su progetto
di Michelangelo
a difesa dell'importante
scalo marittimo
laziale o quella
di Nettuno voluta
da papa Borgia ed
affidata alla sapiente
mano degli architetti
fiorentini dei Sangallo.
Poco dopo verrà
realizzata a Nord,
a presidio del quadrante
interessato dal
percorso della via
Cassia la mirabile
struttura della
fortezza di Civita
Castellana che,
unitamente alla
realizzazione della
fortificazione dell'abitato
di Nepi, distante
pochi chilometri,
garantiva una sufficiente
difesa verso Nord.
La
fortezza di Nettuno,
lungo la costa a
sud di Roma, fu
un esemplare impianto
geometrico ed architettonico
realizzato da Antonio
da Sangallo il Vecchio
per volere di papa
Alessandro VI, per
proteggere dall'unico
lato non difendibile
del porto e del'abitato
della cittadina
laziale. Una planimetria
quadrata, con orecchioni,
mastio e fossato,
praticamente inespugnabile.
A
Roma intanto per
tutto il Cinquecento
si continuava a
trasformare il vecchio
mausoleo di Augusto
in inespugnabile
fortezza. Il processo,
avviato peraltro
già dal VI
secolo d.C. dagli
stessi barbari occupanti,
era continuato nel
XIII e XV secolo
fino ad arrivare
ad un progetto più
compiuto ed organico
frutto della volontà
di pontefici illuminati
- da Giulio II a
Pio IV - , attuati
per mano di grandi
architetti ed ingegneri
- da Donato Bramante
a Michelangelo e
ad Antonio da Sangallo
il Giovane.
Quest'ultimo
a Roma aveva con
papa Paolo III Farnese
provveduto a trasformare
una parte delle
vecchie mura Aureliane,
edificate tra il
272 ed il 278 d.C.
in un formidabile
baluardo, ancora
oggi chiamato il
bastione del Sangallo
o Ardeatino,
per la vicinanza
di questa antica
strada consolare
romana.
Negli
stessi anni si provvedeva
inoltre a fortificare
i più importanti
punti strategici
dell'intera città,
quali il bastione
Aventino a controllo
dell'entrata del
tevere all'altezza
di Porta Portese
e della via Ostiense,
oppure il tratto
delle mura Vaticane
a cui collaborò
lo stesso Michelangelo.