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Il
castello di Vulci è posto in una posizione naturalistica di eccezionale
bellezza. Sorge infatti nella campagna della Tuscia nella Bassa Maremma, sull’alto
di una meravigliosa gola attraversata dal Fiume Fiora. Il castello venne costruito
poco lontano dalle rovine dell’antica città etrusca di Vulci
e a poca distanza dal tracciato costiero dell’antica via Aurelia. Il
punto scelto per la sua costruzione corrispose a quello ove i romani avevano
costruito un alto ponte a scavalcare la profonda gola del Fiora ad oltre 30
metri di altezza. La scelta di costruire il castello in questa posizione testimonia
dell’importanza del controllo dei traffici che passavano obbligatoriamente
sull’antico ponte, non ultima quella dei numerosi pellegrini che vi
transitavano in cammino per Roma. Il castello venne edificato dai monaci cistercensi
nel XII secolo, su quella che era nel IX secolo un’abbazia dedicata
a San Mamiliano distrutta poi dalle incursioni dei saraceni. Il castello divenne
dal XIII secolo importante centro di assistenza ed accoglienza dei pellegrini
e fu per mezzo secolo gestito in collaborazione con i cavalieri del Tempio,
i cosiddetti Templari. Nel XVI secolo passò nelle proprietà
di Alessandro Farnese che vi operò alcuni restauri. Successivamente
fu utilizzata quale dogana dello Stato Pontificio, ruolo importante perché
il castello era situato ai confini con il Granducato di Toscana. Passò
poi ai Bonaparte, da questi nel 1859 ai Torlonia e finalmente fu acquistato
dallo Stato Italiano.
Il castello è interamente costruito in blocchi regolari di trachite
scura. Ha pianta trapezoidale con torrioni semicircolari – la cui altezza
è stata ridotta nel tempo - , e un’alta torre quadrata con merlature
su beccatelli e caditoie, una sorte di maschio, a guardia del passaggio per
il ponte. L’accesso al castello era controllato verso nord dal ponte
e dagli altri lati dalla gola del fiume Fiora e da un fossato perimetrale
con acqua alimentata dall’acquedotto romano. La pianta del castello
segue pedissequamente il terreno a cui si è adattato. All’interno,
passati un vestibolo voltato a botte, si imposta una corte semicircolare sulla
quale si aprono alcuni ambienti aggiunti nel XVI secolo dai arnese in luogo
della vecchia sala d’armi. Sul lato opposto all’ingresso si apriva
all’interno di una delle torri una cappella e più a destra una
posterla di soccorso.
| info utili | ||
| < distanza da Viterbo: Km | 35 | strada statale Aurelia |
| < condizioni: | ottime | |
| < visite guidate: | NO | organizzabili su richiesta per gruppi |
| < possibilità di mangiare: | NO | |
| < possibilità di dormire: | NO | |
| < possibilità di organizzare meeting: | NO | |
| < possibilità di organizzare cerimonie: | NO | |
| < possibilità di organizzare mostre: | SI | |
| < servizi igienici | SI | |
| < bookshop | NO | |
| < altri castelli entro 20 km | SI | Montalto di Castro, Tuscania |
| N.B. Le informazioni qui riportate devono essere considerate a puro titolo indicativo e devono essere verificate. La redazione non si assume alcuna responsabilità per le informazioni qui riportate | ||
| visite guidate | |
Per
organizzare una visita guidata al castello della badia di Vulci contattare
la Segreteria Organizzativa di Castelli del Lazio |
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| < percorso di visita: | esterno, fossato, cortile, sale del piano nobile, ponte |
| < durata della visita: | 90 minuti circa |
| < numero max partecipanti | 35 |
| < accessibilitàper portatori di handicap: | SI |
| contatti | |
| info@castellidelazio.com | |
| telefono | +39. 06. 4542. 1126 |
fax |
+39
.06 .6813. 2259 |
