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Vignanello |
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| Castello
Ruspoli |
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novità |
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Il
barocco a corte. Armonie di Note e sapori |
Dal
4 al 25 Ottobre al Castello Ruspoli
di Vignanello (VT) riparte la seconda
edizione di Domeniche di dialoghi
e musica, evento che cerca di far
scoprire il Barocco partendo dalla
sua eccezionale cucina. |
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visitato da Castelli del Lazio in collaborazione
con Turismo Culturale e Associazione Palladio
nel 2000, 2003 e 2006
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Il
territorio di Vignanello ed il
suo castello sono stati dall’XI
secolo fino al XVI secolo al centro
di contese per il possesso da
parte dei prefetti di Vico, gli
Aldobrandini, gli Orsini, i Borgia
e i Naldini. La situazione ebbe
fine nel 1531 quando papa Clemente
VII concesse il feudo a Beatrice
Farnese. In seguito al matrimonio
tra Ortensia, figlia di Beatrice,
e Sforza Marescotti, il feudo
passò ai Marescotti e Sforza
divenne primo conte di Vignanello.
Fu Sforza ad erigere il castello
fino al 1538, anno della sua morte.
Sforza Vicino, figlio di Ortensia,
continuò l’opera
del padre che, dopo il matrimonio
con Vittoria Ruspoli, diede vita
al nuovo casato Marescotti Ruspoli.
Il governo di Vignanello passò
quindi nei secoli successivi ai
vari esponenti della famiglia,
fino al 1816 quando rinunciarono
al feudo, mantenendo però
la proprietà di numerosi
beni immobiliari tra i quali,
ancora oggi, si annovera il castello
di Vignanello.
Notizie riguardanti una prima
fortificazione a Vignanello risalgono
al IX-X secolo quando monaci benedettini
edificarono una rocca a controllo
dei territori. Tale primitiva
fortificazione, venne quasi completamente
rasa al suolo dai viterbesi nel
1228, nel periodo di espansione
di quella città sui territori
circostanti. Scarse sono le documentazioni
relative alla rocca nei secoli
seguenti, probabilmente parzialmente
abbandonata. Su tali resti operò
l’architetto Antonio da
Sangallo il Giovane che chiamato
da Beatrice Farnese e Sforza Marescotti
nel 1531 iniziò l’opera
di riedificazione di un nuovo
e moderno castello all’estremità
del paese, in posizione strategicamente
di rilievo. La pianta dell’edificio
è quadrata con quattro
torrioni poco sporgenti angolari
e completamente circondato da
un fossato. Mura e torri sono
coronate da merlature ghibelline
su archetti pensili sorretti da
beccatelli. La forma dei torrioni
è quella dei bastioni angolari
di difesa, con murature alla base
a scarpa ma curiosamente con angoli
vivi anziché smussati e
rotondeggianti. Si andò
così a realizzare un esemplare
compromesso tra le nuove teorie
architettoniche rinascimentali
basate sulla difesa attiva delle
macchine da fuoco e l’eleganza
di una aristocratica dimora. Tale
compromesso è visibile
anche nel trattamento delle superfici
delle murature, che contrariamente
alla logica, presentano un elegante
piano finestrato, corrispondente
al piano nobile. L’ingresso
al castello avviene per mezzo
di un ponte levatoio che supera
il fossato e che immette in un
ampio vestibolo centrale. Da questo
si passa per mezzo di una comoda
scala al piano nobile, le cui
sale sono impreziosite dai numerosi
ritratti alle pareti, decorazioni
ad affresco, iscrizioni in marmo.
Degno di nota è il grande
salone, che reca un fregio raffigurante
le Virtù, dipinto nel 1725
in occasione della visita al castello
di papa Benedetto XIII. Sul retro
della faciata principale del castello
rivolta al paese, si cela uno
tra i più gradevoli giardini
all’italiana presenti nei
castelli del Lazio. Una prima
sistemazione a giardino venne
realizzata alla fine del XVI secolo,
poi completamente trasformato
ai primi del Seicento da Ottavia
Orsini figlia di Giulia Farnese.
Il giardino si presenta oggi su
due livelli di terrazze separate
dal castello per mezzo di un secondo
ponte levatoio a superare il fossato
perimetrale del castello. La prima
terrazza è la più
vasta e presenta una splendida
sequenza di 12 parterre impostati
su 3 assi e divisi da viali ortogonali
con al centro una bella fontana.
La seconda terrazza cela, non
visibile, il giardino segreto,
più piccolo, formato da
un unico asse di parterre, contenute
dalle murature di contenimento
della terrazza superiore.
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i |
| informazioni
utili |
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distanza da Viterbo: Km |
18 |
Autostrada
A , uscita Orte |
| <
condizioni: |
|
ottime |
| <
visite guidate: |
SI |
la
domenica mattina e pomeriggio;
organizzabili su richiesta per
gruppi |
| <
possibilità di mangiare: |
NO |
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| <
possibilità di dormire: |
NO |
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| <
possibilità di organizzare
meeting: |
SI |
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| <
possibilità di organizzare
cerimonie: |
SI |
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| <
possibilità di organizzare
mostre: |
SI |
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| <
servizi igienici |
SI |
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| <
bookshop |
NO |
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altri castelli entro 20 km |
SI |
Vasanello,
Fabrica di Roma, Caprarola,
Civita Castellana, Borghetto |
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| visite
guidate |
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Per
organizzare una visita
guidata al castello
Ruspoli di Vignanello
contattare la Segreteria
Organizzativa di Castelli
del Lazio |
| <
percorso di visita: |
esterno,
fossato, cortile, sale
del piano nobile, cappella,
giardini |
| <
durata della visita: |
90
minuti circa |
| <
numero max partecipanti |
35 |
| <
accessibilitàper
portatori di handicap: |
NO |
| <
richiedi
una visita guidata
|
|
| contatti |
|
 |
| Segreteria
Organizzativa
dei Castelli
del Lazio |
|
|
| <
mail |
info@castellidelazio.com |
| <
telefono |
+39. 06. 4542. 1126 |
| <
fax |
+39
.06 .6813. 2259 |
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| localizza
sulla mappa con |
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N.B.
Le informazioni qui riportate
devono essere considerate
a puro titolo indicativo e
devono essere verificate.
La redazione non si assume
alcuna responsabilità
per le informazioni qui riportate |
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