castelli del lazio© oltre 100 tra castelli, rocche e fortezze per farti conoscere il Lazio |
|
|||||||||||||||||||||
|
||||||||||||||||||||||
| visite guidate | |
| < castelli da visitare | |
| < organizza la visita | |
| < prenota la visita | |
| < didattica scuole | |
| ____________________ | |
| i viaggi | |
| < i viaggi nei castelli | |
| ____________________ | |
| tour operator | |
| < tour operator | |
| < incentive | |
| ____________________ | |
| sui castelli | |
| < l'articolo | |
| < il castello del mese | |
| < glossario | |
| < piante dei castelli | |
| < itinerari | |
| < le vostre segnalazioni | |
| ____________________ | |
| accade nei castelli | |
| < le manifestazioni | |
| < i restauri | |
| ____________________ | |
| un castello per | |
| < castelli dove mangiare | |
| < castelli dove dormire | |
| < castelli per cerimonie | |
| < castelli per meeting | |
| < castelli per mostre | |
associazione per i castelli laziali |
|
| castellidelazio.com © - 2005 | ||



Chiamato
così per via dell’abbondanza di alberi di sambuco che vi fioriscono,
Sambuci deve la sua origine, così come molti dei piccoli borghi della
zona della valle dell’Aniene, all’affermazione dell’ordine
dei monaci benedettini di Subiaco. Risale infatti al IX secolo la prima notizia
di un fundus appartenente all’abbazia subliacense che pose le basi per
un primo antico nucleo abitativo. Il duraturo controllo dei monaci vide la
trasformazione del sito in castrum circa duecento anni dopo e solo nel XII
secolo Sambuci passò sotto la proprietà dei De Antiochia che
provvidero per primi alla costruzione della rocca.
Dal 1541 in poi il feudo passò sotto la dominazione di svariate famiglie
nobili fino a quando, nel 1654, il card. Camillo Astalli, segretario di papa
Innocenzo X caduto in disgrazia, vi si trasferì in pianta stabile.
L’evento fu di particolare rilievo per la storia di Sambuci e del suo
castello poiché, per ragioni di prestigio e per accogliervi ambasciatori
e nobili romani, il cardinale trasformò il borgo in un luogo di rappresentanza
e, al castello, fece aggiungere una loggia contraffortata aperta sul parco
allo scopo di conferire al maniero l’aspetto di una residenza signorile.
Nel corso dell’XVIII secolo venne aggiunto al complesso anche un grande
giardino, ingrandito nel secolo successivo e costituito da due parti, quello
“all’italiana”, a terrazze con aiuole sistemate a comporre
gli stemmi delle famiglie Astalli e Theodoli, e quello “all’inglese”,
romantico, caratterizzato dalla crescita spontanea del verde. Il castello
fu tuttavia saccheggiato dai francesi durante l’occupazione della fine
del Settecento ma nel 1878, i Theodoli ne divennero i proprietari. Durante
la seconda guerra mondiale venne trasformato dai tedeschi in quartier generale
e subì numerosi danneggiamenti. Nel 1991 è entrato in possesso
del Comune che lo sta restaurando per renderlo agibile al pubblico.
Modificato vistosamente nel corso dei secoli e oggi dall’aspetto decisamente
eclettico, il castello mantiene tuttavia intatte le antiche forme medievali
come si deduce dalla tipica pianta con torri angolari e dalla presenza, all’infuori
della rocca vera e propria, di scuderie e abitazioni per i lavoranti del feudo.
E’ inoltre molto interessante la sistemazione interna degli ambienti
secondo l’originaria maniera: al seminterrato le cucine, al piano terra
le stanze per il lavoro quotidiano, sopra il piano nobile con le camere private
dei proprietari e le sale di rappresentanza, al secondo piano le stanze per
gli ospiti e al terzo, i servizi. Molti di questi ambienti sono completamente
decorati da interessanti cicli di affreschi ispirati a temi religiosi, mitologici,
paesaggistici e letterari eseguiti dal pittore Giovan Angelo Canini, allievo
del Domenichino, alla metà del Seicento.Troviamo così la Sala
delle Prospettive con un loggiato che si apre su finti paesaggi; la Sala da
bagno con la scena di Mosè e il miracolo dell’acqua; la Sala
dei Ciclopi e la Sala della Gerusalemme Liberata ispirata al poema di Torquato
Tasso. Inoltre, ad impreziosire maggiormente gli ambienti, sono notevoli le
travi e i soffitti ricoperti di oro zecchino regalati dai sovrani di Spagna
a Giovanni Theodoli nel 1510 dopo la prima spedizione in America, e, in particolare,
il soffitto ligneo con la scena del Carro del Sole, del pittore seicentesco
specializzato in nature morte alla fiamminga, Mario dé Fiori.
| info utili | ||
| < distanza da Roma: Km | 47 | Autostrada A24, uscita Mandela |
| < condizioni: | parzialmente restaurato | |
| < visite guidate: | NO | organizzabili su richiesta per gruppi |
| < possibilità di mangiare: | NO | |
| < possibilità di dormire: | NO | |
| < possibilità di organizzare meeting: | SI | ampie sale dotate di apparecchiature |
| < possibilità di organizzare cerimonie: | NO | |
| < possibilità di organizzare mostre: | SI | ampie sale dotate di superfici espositive |
| < servizi igienici | SI | |
| < bookshop | NO | |
| < altri castelli entro 20 km | SI | Ciciliano, Tivoli, Castelmadama, San Gregorio da Sassola |
| N.B. Le informazioni qui riportate devono essere considerate a puro titolo indicativo e devono essere verificate. La redazione non si assume alcuna responsabilità per le informazioni qui riportate | ||
| visite guidate | |
Per
organizzare una visita guidata al castello Theodoli di Sambuci contattare
la Segreteria Organizzativa di Castelli del Lazio |
|
| < percorso di visita: | esterno, cortile, sale del piano terreno e del nobile, cappella, giardini |
| < durata della visita: | 90 minuti circa |
| < numero max partecipanti | 35 |
| < accessibilitàper portatori di handicap: | SI |
| contatti | |
| info@castellidelazio.com | |
| telefono | +39. 06. 4542. 1126 |
|
fax |
+39
.06 .6813. 2259 |
