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Il
castello di Rocca Sinibalda deve la sua costruzione al cardinale Alessandro
Cesarini che incaricò il celebre architetto senese Baldassarre Peruzzi
di erigere una robusta fortezza dalla forma di un’aquila dalle ali chiuse.
I Cesarini divennero signori di Rocca Sinibalda nel 1510 quando l’imperatore
Carlo V confiscò i feudi della famiglia Mareri, tra i quali anche Rocca
Sinibalda, donandoli a Giangiorgio Sforza Cesarini. Nel 1556 papa Paolo IV
Carafa decise di sequestrare tutti i beni dei Giuliano Cesarini, rientrandone
però nel 1559 ancora in possesso. Nei secolo seguenti numerosi furono
i passaggi di proprietà, vedendo numerose signori e relative corti
insediarsi all’interno delle mura del castello. Si ricordano infatti
i Crescenzi, i Mattei, i Lante della Rovere, i Muti, i Lepri, il duca Braschi-Onesti,
il marchese Parent du Cavillet,il marchese Renses, la marchesa russa Usckull.
In tempi più recenti fu acquistato nel 1990 dall’americana Mary
Caresse Crosby ed ancora dal barone siciliano Giuseppe De Stefani.
Il castello fu costruito negli anni 30 del XVI secolo in una importante posizione
strategica a guardia della valle del Turano su una più antica costruzione
sempre dei Cesarini, nota come castelluccio anche se documenti più
antichi rivelano tracce di un qualche fortilizio già a partire dal
1084. L’architetto scelto fu quel Baldassarre Peruzzi, attivo a Roma
quale architetto civile in chiese e palazzi, ma a Siena, sua città
natale, aveva già progettato e costruito parte del formidabile sistema
difensivo della città. Fu questa la prima volta in cui venne sperimentato
un forte in cui le murature cesavano di avere una mera funzione difensiva
in virtù invece di una difesa attiva, trasformando le mura –
grazie all’avvento delle macchine da fuoco -, in una vera macchina bellica.
Allo stesso modo la parte superiore fu invece costruita in forma palazziale,
con oltre cento stanze disposte quasi tutte lungo l’asse maestro del
castello. L’ingresso al castello oggi avviene da una lunga rampa cordonata
sorvegliata dalle poderose mura che conduce al cortile con al centro un pozzo
in collegamento con le sottostanti cisterne. Dal cortile per mezzo di una
blla e comoda rampa elicoidale si può scendere nelle cantine o salire
nelle ampie e spaziose sale dei piani superiori. Il piano nobile è
composto da un’infilata di enormi saloni decorati da pregevoli affreschi
eseguiti dal XVII al XVIII secolo. Il lungo corridoio termina in una magnifica
loggia terminale con vista sulle montagne. Notevole risulta il grande sperone
del castello, in laterizio ed in forma ricurva quasi a simboleggiare la testa
ed il rostro dell’aquila.
| info utili | ||
| < distanza da Rieti: Km | 23 | strada statale |
| < condizioni: | ottime | |
| < visite guidate: | NO | organizzabili su richiesta per gruppi |
| < possibilità di mangiare: | NO | |
| < possibilità di dormire: | NO | |
| < possibilità di organizzare meeting: | SI | ampie sale dotate di apparecchiature |
| < possibilità di organizzare cerimonie: | SI | |
| < possibilità di organizzare mostre: | SI | ampie sale dotate di superfici espositive |
| < servizi igienici | SI | |
| < bookshop | ||
| < altri castelli entro 20 km | NO | |
| N.B. Le informazioni qui riportate devono essere considerate a puro titolo indicativo e devono essere verificate. La redazione non si assume alcuna responsabilità per le informazioni qui riportate | ||
| visite guidate | |
Per
organizzare una visita guidata al castello Sforza Cesarini di Rocca
Sinibalda contattare la Segreteria Organizzativa di Castelli del
Lazio |
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| < percorso di visita: | esterno,
cortile, loggia, sale del piano nobile, cantine, camminamento di ronda,
giardino |
| < durata della visita: | 90 minuti circa |
| < numero max partecipanti | 35 |
| < accessibilità per portatori di handicap: | SNOI |
| contatti | |
| info@castellidelazio.com | |
| telefono | +39. 06. 4542. 1126 |
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fax |
+39
.06 .6813. 2259 |
