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Guidonia Montecelio __________ Rocca dei Crescenzi

 

La prima rocca di Guidonia Montecelio venne realizzata alla fine del X secolo dalla famiglia Crescenzi nell’alto dell’abitato, sui resti di antiche mura ciclopiche e di strutture d’epoca romana. Per la sua posizione strategica, a metà tra Roma e l’Abruzzo, il borgo venne duramente conteso tra nobili famiglie romane, quali i Capocci, gli Anguillara e gli Orsini. Nel 1445 il paese entrò sotto il controllo dello Stato Pontificio e venne poi affidato a numerosi cardinali governatori, tra i quali si ricordano il cardinale d’Estouteville e il cardinale G.B. Orsini, fino a quando nel 1550 venne venduto ai Cesi, divenuti marchesi di Montecelio. La rocca doveva già esistere alla metà dell’anno Mille se da alcuni documenti veniamo a conoscenza che nel 1047 fu distrutta da un incendio. Poco dopo venne restaurata e vi venne ospitato nel 1145 papa Eugenio III in fuga da Roma che cercò rifugio nella rocca con la sua corte. Altre trasformazioni avvennero nei secoli XIII e XIV. Si tratta di un ampio recinto di forma ellittica che si adatta alle curve di livello del terreno, che come si è già detto era fortificato da un tardo giro di mura alle quali si sovrappose alla fine del XV secolo un nuovo perimetro di rinforzo, eseguito per opera del cardinale Giovanni Battista Orsini. Notevole era la torre pentagonale a sorvegliare l’ingresso al fortilizio. L’ingresso alla rocca avveniva per mezzo di una lunga rampa che passava attraverso tre diverse porte prima di giungere all’interno del recinto. Questo risulta ampio, realizzato grazie a terrazzamenti del terreno, con i resti di alcune cisterne e le rovine del castello. Nel versante meridionale prende posto un corpo di fabbrica costruito a ridosso di un primitivo oratorio poi divenuto cappella del castello, cui si affiancò il Maschio del castello, accessibile attraverso una rampa retrattile dall’interno. In questo corpo di fabbrica doveva essere la cosiddetta camera del papa, così chiamata dalla visita di papa Eugenio III. Da affreschi conservati a palazzo Cesi a Roma che raffigurano la rocca prima dell’abbandono, si vedono coronamenti a merlature guelfe, oggi del tutto scomparse. La rocca venne abbandonata probabilmente già ai primi del Seicento e dalle cronache veniamo a conoscenza che nel 1740 e nel 1798 i resti del palazzo castellare crollarono. Parte delle strutture castellari vennero inoltre volutamente abbattute alla fine del XVIII secolo per costruire grosse cisterne per il fabbisogno idrico del paese.

 

info utili
< distanza da Roma: Km 25 strada statale n°5, Tiburtina
< condizioni:   ruderi
< visite guidate: NO organizzabili su richiesta per gruppi
< possibilità di mangiare: NO  
< possibilità di dormire: NO  
< possibilità di organizzare meeting: NO  
< possibilità di organizzare cerimonie: NO  
< possibilità di organizzare mostre: NO  
< servizi igienici NO  
< bookshop NO  
< altri castelli entro 20 km SI S. Angelo Romano, Tivoli, Palombara S., Monterotondo
N.B. Le informazioni qui riportate devono essere considerate a puro titolo indicativo e devono essere verificate. La redazione non si assume alcuna responsabilità per le informazioni qui riportate
visite guidate
Per organizzare una visita guidata alla Rocca dei Crescenzi do Guidonoa Montecelio contattare la Segreteria Organizzativa di Castelli del Lazio
< percorso di visita: esterno, cortile,
< durata della visita: 60 minuti circa
< numero max partecipanti 35
< accessibilità per portatori di handicap: NO
contatti
mail info@castellidelazio.com
telefono +39. 06. 4542. 1126
fax
+39 .06 .6813. 2259