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La
rocca abbaziale di Grotteferrata
sorge sui resti di una grande villa
romana del I secolo a.C. tra l’estremità
del borgo e la valle della Marana.
La prima abbazia venne costruita
nei primi anni del Mille da monaci
provenienti dalla Calabria al seguito
di San Nilo, loro capo carismatico.
A protezione dei monaci e dell’abbazia,
tra cui l’importante biblioteca,
il cardinale Giuliano della Rovere,
nipote di papa Sisto IV della Rovere,
decise a partire dal 1485 di fortificare
il monastero con una complessa ed
articolata opera muraria ad integrare
quella precedente. I lavori ebbero
inizio nel 1485 per concludersi
nel 1491 e vennero forse affidati
alla sapiente mano dell’architetto
fiorentino Baccio Pontelli, seguito
poco dopo da Giuliano da Sangallo.
Il progetto era abbastanza ambizioso
in quanto si doveva provvedere alla
completa fortificazione dell’intero
perimetro, molto esteso, che includeva
le strutture abbaziali. Venne così
costruito un lungo recinto murario
circondato da un fossato, a protezione
dei tre lati non difendibili verso
il borgo, mentre per il quarto lato,
come si è detto, si sfruttava
al meglio il costone roccioso naturale
a strapiombo verso la valle. Il
perimetro rettangolare venne così
dotato di mura con quattro bastioni
circolari a scarpa agli angoli,
con merlature su archetti pensili.
L’ingresso, aperto verso il
paese, fu rinforzato da un ponte
levatoio, originariamente orientato
diversamente rispetto a quello attuale,
protetto dall’alto torrione
quadrato del Maschio che si appoggia
ad un quinto torrione circolare,
il rivellino. Oltre l’ingresso
decorato da un bel portale del XVI
secolo si apre il primo grande cortile
ove prospettano su tre lati il camminamento
di guardia delle mura mentre sul
lato sinistro, congiunto al maschio,
il palazzo Commendatario, residenza
dei cardinali commendatari, titolari
del monastero. Notevoli le decorazioni
ad affresco delle sale interne,
realizzate al tempo di Alessandro
Farnese, cardinale commendatario
alla fine del XVI secolo. Unitamente
a palazzo si imposta il nuovo monastero,
costruito a partire dal XVIII secolo,
per ospitare gli spazi comuni dell’abbazia,
quali le celle dei monaci, il refettorio,
ampi saloni e le due preziose biblioteche.
Oltre il portico si apre il secondo
cortile, anch’esso cinto da
mura, con al centro un’edicola
neogotica in asse con la bella chiesa
cosmatesca di Santa Maria. All'interno
della chiesa si trova la cella del
santo fondatore, san Nilo e la cappella
con gli affreschi del Domenichino. |