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Castelli del Lazio
 
 
associazione
 

aggiornato al 01.09.2009

Roma
Castello della Cecchignola
_____________________________________________

< visitato da Castelli del Lazio in collaborazione con Turismo Culturale e Associazione Palladio nel 2009

 

 

 

 

Il Castello della Cecchignola, che oggi ospita la sede dell’Università dei Marmorari Romani, vanta una storia antica e annovera tra i proprietari importanti famiglie romane che nel corso dei secoli, col contributo di architetti come il Vasanzio, hanno determinato il gusto ed i molteplici stili che tutt’oggi conserva.
Nell’insieme il complesso è caratterizzato da diverse epoche costruttive. Il periodo romano rintracciabile nella base della torre principale e soprattutto nelle mura, in cui sono inglobate, attraverso il riuso dei materiali, parti di molte strutture romane, come ad esempio basoli di antiche strade, probabilmente reperiti proprio nella vicina via Ardeatina antica. Ci sono ampi riferimenti al periodo medioevale, al periodo barocco ed a fasi relative al XIX secolo.
Il complesso si articola attorno a due ampie corti costituite dal casale, dalla torre e dalle aggiunte ottocentesche. Nella corte più esterna vi è una chiesetta con la facciata caratterizzata da elementi decorativi in stile barocco e all’interno da decorazioni neoclassiche.
Nella torre (alta 45 metri) sono chiaramente visibili tre o quattro periodi e tecniche costruttive diverse. La prima parte, la base, è romana ed è rinforzata con speroni medievali ad opera mista ed incerta composta da tufi e da basoli in selce. La seconda parte, di elevazione medioevale, è in tufelli orizzontali tipici del XIII secolo e le imbotti delle sue finestre hanno cornici in marmo bianco di riuso romano. La terza, costruita probabilmente tra il XVIII e il XIX secolo, è un’ulteriore sopraelevazione in tufi ben squadrati e si allarga con mensole in peperino che ricordano la torre del Mangia a Siena. L’ultima parte della torre (che conteneva una cisterna d’acqua) fabbricata in mattoni giallastri è del 1891, data che è possibile leggere sulle ceramiche raffiguranti lo stemma Torlonia, murate nella chiave degli archetti ogivati sulle porte più alte.
Il casale e la torre si presentavano fortificati da mura ancora parzialmente visibili. I merli sulle mura sono guelfi ma le immagini ritrovate su disegni antichi li rappresentano ghibellini.
La struttura così fortificata costituiva un complesso sistema difensivo rafforzato da una serie di torrette di vedetta, disposte sulle colline circostanti, solo in parte ancora esistenti.
Il primo documento che contiene notizie del castello è una bolla del 1217 di Onorio III Savelli, in cui è registrato il nome “Piliocti vel Cicomola” e ne attribuisce la proprietà al monastero di Sant’Alessio sull’Aventino. I due nomi, Cicomola e Pilocta (l’attuale Tor Pagnotta), potrebbero indicare che il latifondo nel XIII sec. fosse molto più esteso o comunque tale da comprendere al suo interno più fondi. Il termine Cicomola diventa nel secolo successivo Cicognola e dal XVI sec. si trasforma nell’attuale toponimo di Cecchignola.
Da documenti risulta esistere una Cecchignola “nuova”; ciò sottende al fatto che esista anche una fabbrica di più recente costruzione e che essa, realizzata come struttura organizzata e deputata allo sfruttamento agricolo, sia da collegarsi all’originaria tenuta di Pilocta. Nel 1377 parte dell’originaria tenuta è ancora in possesso dei monaci di Sant’Alessio. La proprietà, nel 1458, fu venduta dalla famiglia Capizucchi al cardinale Bessarione; nel 1463, la stessa veniva affittata dal maggiordomo del cardinale al figlio di Pietro Casali e a Giovanni de Foschi. Intanto, qualche anno dopo, nel 1467, il cardinale sottoscriveva il suo testamento lasciando in eredità l’intera tenuta alla cappella di Sant’Eugenio nella basilica dei Dodici Apostoli di Roma. Ma, quest’ultima poco dopo la morte del cardinale, nel 1477 circa, se ne privò vendendola a Pietro Margani.
La tenuta restava, dopo varie vicissitudini, per oltre cento anni alla famiglia Margani, (vedi lo stemma sull’architrave in marmo bianco esistente nel cortile del castello) che la cedeva nel 1584 a Tiberio Ceuli. Dopo soli 26 anni il Ceuli, in regime fallimentare, vendeva la tenuta ai Barberini. Nel 1617 la proprietà passava al cardinale Scipione Caffarelli Borghese, nipote del papa regnante Paolo V, che l’aveva acquistata da Maffeo Barberini, futuro papa Urbano VIII. Proprio in questo periodo, grazie alla famiglia Borghese, verranno realizzati considerevoli lavori di risistemazione del complesso. Essi si devono a più maestranze, che operano tra il 1618 e il 1619, quando Paolo V decise di bonificare la zona trasformandola in un luogo di delizie estive. Così si dà inizio ai lavori per la realizzazione del grande parco nel fosso della Cecchignola, le cui acque alimentavano la peschiera di forma ovale. Essa fu costruita quasi certamente nell’area in cui, prima delle opere di bonifica, sorgeva un laghetto o una sorgente di origine vulcanica.
Il lago presenta, al centro, un’isola collegata da un ponticello, ornata, un tempo, da statue e da balaustre ed è circondato da un parco di essenze rare e pregiate. Si è appena concluso il restauro di questo complesso con l’intento di riportarlo all’ antico splendore.
L’accesso al parco poteva avvenire da due ingressi. Un passaggio, tutt’oggi esistente, era posto in prossimità della cappella, nella prima corte, attraverso una scalinata che scende fino al ninfeo. Esso, per gli stilemi architettonici, è riferibile al XV secolo, data in cui la tenuta era di proprietà del cardinale Bessarione; attualmente si presenta senza la parte superiore probabilmente crollata nel tempo e di cui se ne ha testimonianza, grazie ad un disegno aequerellato del 1825 relativo all’acquisto della tenuta, ordinato da parte di papa Leone XII a favore dei Palazzi Apostolici.
L’altro ingresso era posto nella vallata e, attraverso un portale barocco disegnato dall’architetto Vasanzio, si accedeva al parco.
A quest’ultimo si attribuisce la realizzazione del progetto nel suo insieme per l’adattamento e la trasformazione del castello in villa suburbana.
Allo stesso periodo si riferisce la costruzione delle mura di cinta che servivano, probabilmente, a separare la parte del complesso destinata alla residenza da quella destinata allo sfruttamento agricolo. Altri lavori fatti eseguire dai Borghese sono le pitture parietali ad opera di Annibale Durante realizzate negli ambienti riservati alla residenza del papa nel piano nobile.
Il maestoso portale bugnato in travertino con lo stemma dei Borghese costituiva l’ingresso alla proprietà dal 1618, data in cui ebbero inizio i lavori di restauro ad opera del maestro Giuseppe di Jacomo, come può constatarsi nei registri dei pagamenti del Cardinal Scipione.
Nell’ultimo decennio del ‘600 la Cecchignola era di proprieta della famiglia Pamphjli, come tra l’altro conferma la notizia, del 1695, secondo cui il cardinale Pamphjli avrebbe qui offerto un pranzo a diversi cardinali.
Nel 1770 la tenuta passava di proprieta al Priorato di Roma. Il cardinale Ruffo, Gran Priore dell’ordine Gerosolimitano, concedeva la tenuta in enfiteusi ai Sacri Palazzi Apostolici.
Il papa Leone XII fece acquistare dal Vaticano la proprietà per soggiomarci nei periodi di pausa tra i costanti impegni del pontificato, così come descrive un documento autografo del 1824: "la tenuta denominata Cecchignola posta fuori di Porta San Sebastiano dell' estenzione di Rubbia Duecento
sessantaquattro, la quale per la sua situazione poco distante da questa Capitale e per i comodi di cui è fornita, quanto è di agevole accesso per il breve tragitto, altrettanto è di piacevole soggiorno nei mesi in cui giova respirare l'aria di campagna. Ci ha quindi posto sotto la Nostra considerazione, che non possedendo il Nostro Palazzo Apostolico alcun locale nella vicina campagna per uso dei Sommi Pontefici, in cui recarsi per trattenersi o per fare delle gite, volendo prendere sollievo dalle indefesse cure del Pontificato, sarebbe stata cosa molto provvida che il suddetto Santo Palazzo Apostolico avesse acquistato l'utile dominio della suddetta Tenuta..." Inoltre l'acquisto della Cecchignola da parte della Camera Apostolica è documentato in un disegno acquerellato da noi rinvenuto nell’Archivio Segreto Vaticano. Il papa, in questo periodo, fece eseguire significativi lavori di restauro e di ingrandimento.
Il successore Pio VIII (1829-1850) fece trasportare parte del mobilio e delle stampe, con cui Leone XII aveva abbellito la Cecchignola, a Castel Gandolfo. Nel 1831 la Camera Apostolica si vide costretta ad allienare la tenuta che veniva acquistata da Alessandro Torlonia nel 1832. Le sue iniziali AT si leggono oggi sul cancello principale posto fra due corpi di fabbrica che costituiscono, da allora, il nuovo monumentale ingresso.
Un altro segno identificativo e lo stemma Torlonia in marmo e piombo posto sul fabbricato principale. In questi anni vennero svolti dalla famiglia essenzialmente lavori di riorganizzazione agricola e di bonifica di strade.
Oggi, dopo tre anni di intensi e complessi restauri, il castello della Cecchignola è tornato ai fasti del passato mantenendo inalterate le molteplici caratteristiche architettoniche
che ha assunto nei secoli.
Il complesso della Cecchignola è stato scelto per accoglierere la nuova la sede dell’Università dei Marmorari Romani e una Biblioteca di uso anche pubblico, specializzata in arte lapidea, scultura e marmi antichi. Esso ospita inoltre al suo interno alcune fondazioni dedite allo studio dell'arte e locali privati.
i
informazioni utili  
 
< distanza da Rome centro città: Km 5  
< condizioni:   ottime
< visite guidate: SI organizzabili su richiesta per gruppi
< possibilità di mangiare: NO  
< possibilità di dormire: SI  
< possibilità di organizzare meeting: SI  
< possibilità di organizzare cerimonie: SI  
< possibilità di organizzare mostre: SI  
< servizi igienici SI  
< bookshop NO  
< altri castelli entro 20 km SI Castel Sant'Angelo, Castello Pontificio della Magliana, Rocca Caetani
     
visite guidate  
Per organizzare una visita guidata al castello della Cecchignola di Roma contattare direttamente il castello
< percorso di visita: esterno, interno, cortile, giardino, cappella
< durata della visita: 90 minuti circa
< numero max partecipanti 35
< accessibilitàper portatori di handicap: NO
< richiedi una visita guidata
 
contatti  
Segreteria Organizzativa dei Castelli del Lazio
< sito www.castellodellacecchignola.it
< mail info@castellidelazio.com
  info@castellodellacecchignola.it
< telefono +39. 06 51530801
     
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